Giuliano Ramazzina che continua a descrivere l’italia dal nordest ci accompagna anno dopo anno con diverse pubblicazioni finoa Virusman che decidiamo insieme di pubblicare come Officina Contemporanea in una versione cartacea ma sopratutto nell’edizione più consona in formato ebook interattiva.

E’ un ulteriore libro che scardina le regole e sopratutto in linea con gli obiettivi di Officina che sono di arrivare ai giovani e attrarli nella critica costruttiva e virtuosa, parlando di peste moderna fatta di uso sapiente delle nuove tecnologie per scardinare tutti i sistemi di controllo dei Corkman (uomini tappo) che hannno portato alla grande crisi economica che ci ha investiti.

 

 

Giuliano Ramazzina

Nato nel 1952 a Rovigo, giornalista professionista, Giuliano Ramazzina ha unito all’attività di cronista attento alla realtà, la curiosità per l’approfondimento politico e sociologico, usando nuove metodologie di analisi e critica, vedi lo strutturalismo e la semiologia, apprese al Dams dell’università di Bologna. Nasce così la sua passione per la scrittura. Osservatore del costume e dei cambiamenti sociali, il focus della sua ricerca, delineatosi negli anni a fianco dell’attività giornalistica al quotidiano Il Resto del Carlino, con la qualifi ca di vice capo servizio, ha riguardato un particolare il Veneto ed il Nord-Est, con dei saggi che hanno cercato di comprendere lʼevoluzione in chiaroscuro di una macroregione, cogliendone gli aspetti contradditori a livello storico, politico, economico e culturale.
Con “Lasciatemi in provincia” ad esempio Ramazzina smonta il micropotere di una realtà provinciale veneta trovando paradigmi in Germi, Meneghello, Sergio Saviane, Mazzacurati e Carlotto, tra cinema e letteratura. Scavando nelle origini familiari, porta alla luce la fi gura del parente Enzo Rizzo, partigiano a Castelfranco Veneto, morto a seguito di un agguato, pubblicando un suo scritto inedito nel libro “La Resistenza Castellana negli scritti di Enzo Rizzo” (1999) su commissione dell’Istituto per la storia della Resistenza della Marca Trevigiana.
In “Fuori mercato” del 2002, la deriva veneta e nordestina viene focalizzata e livello economico con la crisi del capitalismo famigliare collegato allʼaffarismo doroteo democristiano, una deriva quest’ultima vivisezionata in ‘Nordex’ (2005) con la scrittura asciutta e tagliente del giornalista di rottura. L’obiettivo di colpire le coscienze, denunciando il pericolo di una classe 94 dirigente di ex, trasformista e buona per tutte le stagioni torna nel saggio ʻGrandifratelli dʼItaliaʼ (2007). Populismo mediatico e partitocrazia sono i mali da combattere con una cura shock, per rilanciare lʼimportanza di re-investire sul capitale umano e l’innovazione, esaltando la sussidiarietà, cambiando alcune meccaniche di potere che stanno ingessando il made in Italy e lo sviluppo nello scenario della globalizzazione.